Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 109

sono ormai lontane. Non dobbiamo comunque scoraggiarci, perché non stiamo parlando di Marte ma del Signore dei Pianeti, che si mostra sempre di generose dimensioni. Giove raggiungerà infatti i 44,5″ di diametro e splenderà di magnitudine −2,5, due volte e mezzo più brillante di Sirio, la stella più luminosa dei nostri cieli. Impossibile quindi non riconoscerlo perché sarà l'oggetto stellare più brillante del cielo, per di più posto in una zona povera di altri astri brillanti.

A prescindere dal diametro apparente e dalla luminosità, questa è senza dubbio una delle ultime apparizioni favorevoli per gli osservatori posti alle medie latitudini nord. Nel corso dei prossimi anni, infatti, Giove si sposterà dalla costellazione del Leone, dove si trova attualmente, a quella della Vergine, poi Bilancia, Ofiuco e Scorpione. Questo significa che per i prossimi 5 anni a ogni opposizione lo troveremo sempre più basso sull'orizzonte, con conseguente degrado della qualità delle osservazioni.

Meglio quindi sfruttare al massimo questa opportunità e goderci tutta la maestosità del gigante gassoso.

Giove e Ganimede ripresi dall'autore con il suo telescopio da 35 cm

Osservare Giove

Se avete un telescopio da poco tempo e aspettate l'occasione giusta per osservare qualcosa che vi faccia rimanere a bocca aperta, Giove fa al caso vostro.

Ricordo ancora molto bene la prima volta che lo trovai, casualmente, con il mio piccolo rifrattore da 80 mm. Al contrario di tutte le stelle che ingenuamente puntavo sperando di osservare chissà cosa, quella “stella”, così brillante nel cielo, all’oculare non si mostrava più puntiforme e dalla luce tremolante. All'inizio pensai a un errore di messa a fuoco ma poi, già a 70 ingrandimenti, quel piccolo batuffolo di luce divenne una palla visibilmente ovale, con sovraimpresse due nitide bande marroni che correvano parallele da una parte all'altra e puntavano nella stessa direzione di quattro stelline allineate lungo lo stesso piano. Non vidi altro in quella prima esperienza, ma tanto bastò per ripetere l'appuntamento con il gigante nei giorni e nelle settimane successive. E mai scelta fu più azzeccata perché Giove premia sempre i suoi assidui osservatori, mostrando via via nuovi dettagli.

Ogni volta che lo puntiamo e lo osserviamo almeno a 100 ingrandimenti e per qualche minuto, stiamo in realtà allenando il nostro occhio alla difficile arte dell'osservazione astronomica. Ogni osservazione ci rivelerà infatti nuove caratteristiche che la volta precedente non eravamo stati in grado di notare. Le due indistinte bande scure si trasformeranno in linee sempre più frastagliate e con diverse sfumature. Sul disco cominceranno a comparire altre sottili bande alle medie latitudini, poi alcuni sfuggenti dettagli nella zona equatoriale, chiamati festoni. Infine, capiterà di vedere un piccolo bozzo nella parte meridionale della banda equatoriale sud: quella è la grande macchia rossa, un immenso uragano grande una volta e mezzo la Terra che imperversa da almeno 400 anni e al cui interno spirano venti che superano i 500 km/h.

Le due indistinte bande scure si trasformeranno in linee sempre più frastagliate e con diverse sfumature. Sul disco cominceranno a comparire altre sottili bande alle medie latitudini, poi alcuni sfuggenti dettagli nella zona equatoriale, chiamati festoni. Infine, capiterà di vedere un piccolo bozzo nella parte meridionale della banda equatoriale sud: quella è la grande macchia rossa, un immenso uragano grande una volta e mezzo la Terra che imperversa da almeno 400 anni e al cui interno spirano venti che superano i 500 km/h.

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