Coelum Astronomia 197 - 2016 - Page 82

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Come d'abitudine, iniziamo il nuovo anno con un sintetico bilancio di quello appena trascorso. Bilancio più che positivo per l’ISSP che nel 2015 ha raggiunto il vertice della classifica mondiale delle scoperte amatoriali di supernovae con ben 19 successi. Complimenti vivissimi a tutti i ricercatori e gli Osservatori che fanno parte del gruppo.

Ecco la classifica mondiale delle scoperte amatoriali del 2015:

1° - 19 scoperte per l’ISSP

2° - 18 scoperte + 1 scoperta indipendente per i neozelandesi del BOSS di Stuart Parker

3° - 17 scoperte per il team americano di Tim Puckett

4° - 14 scoperte per giapponese Koichi Itagaki

5° - 5 scoperte per il sudafricano Berto Monard - 5 scoperte per l’inglese Ron Arbur

Un anno favoloso dunque, concluso, per giunta, in bellezza! La notte del 18 dicembre, infatti, Massimo Caimmi dell’Osservatorio di Val di Cerro (AN) ha scoperto un debole oggetto di mag.+19,1 in PGC 27832. Distante circa 150 milioni di anni luce, la piccola galassia è situata prospetticamente nel Leone, poco meno di 7° a ovest di Regolo, la stella alfa della costellazione, e solo 45' a sudest di Subra (omicron Leonis; mag. +3,5). Nello stesso campo della galassia ospite, meno di 10' a ovest, si trova anche UGC 5189A che nel 2010 ospitò la famosa SN 2010jl scoperta da Jack Newton e Tim Puckett: una luminosa supernova di tipo IIn che raggiunse la mag.+12,9 con una magnitudine assoluta di –20,5 e che rimase visibile per molti mesi.

Il transiente individuato da Caimmi, invece, nei giorni seguenti la scoperta si è ulteriormente affievolito e – colpevole anche della Luna piena di Natale, poco distante in quei giorni – non è stato possibile ottenere uno spettro di conferma. I primi giorni del 2016 la luminosità era infatti calata intorno alla mag.+20 e perciò, nemmeno il telescopio Copernico da 1,82 metri di Asiago è stato in grado di intervenire.

Abbiamo perciò pensato di chiedere aiuto a voi lettori nella speranza che qualcuno abbia ripreso nei mesi antecedenti la scoperta, non tanto PGC 27823 che è poco fotogenica, ma piuttosto la vicina UGC 5189A. Un’immagine precedente alla scoperta sarebbe infatti preziosissima per permettere una classificazione più precisa del transiente. Nel caso vi preghiamo di contattarci al seguente indirizzo email: fabiobriganti@libero.it

Nel frattempo possiamo fare delle ipotesi sulla natura dell’oggetto. Ipotizzando che non ci siano assorbimenti dovuti a polveri sulla linea di vista – avendo la PGC 27823 un modulo di distanza (leggi anche la lezione “Scala delle distanze”) di circa 33,5 – una SN di tipo Ia dovrebbe aver raggiunto il massimo di luminosità intorno alla mag.+14,5 (33,5 – 19 = +14,5) diversi mesi prima della scoperta. Ipotesi questa però molto improbabile perché sarebbe strano che nessuno l’avesse notata. Se invece si trattasse di una SN di tipo II normale, avrebbe dovuto raggiungere una luminosità massima intorno alla mag.+16,5 (33,5 – 17 = +16,5) ed anche in questo caso il massimo di luminosità dovrebbe essersi verificato almeno un paio di mesi prima.

SUPERNOVAE

A cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

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