Coelum Astronomia 197 - 2016 - Page 8

C'è grande fermento, da qualche mese, nella comunità degli astrofisici che si occupano di onde gravitazionali: tutta colpa di un tweet del settembre scorso, subito ripreso sulle pagine di Nature, nel quale il cosmologo Lawrence Krauss accennava a rumors – voci non confermate, dunque, indiscrezioni ufficiose non meglio attribuite – secondo le quali LIGO, il più grande osservatorio al mondo per le onde gravitazionali, avrebbe captato un segnale. Indiscrezioni, dicevamo, ribadite da un secondo tweet dell'11 gennaio, di nuovo dello stesso Krauss e di nuovo non attribuite.

Ora, se davvero LIGO ha intravisto qualcosa, la tensione all'interno della collaborazione dev'essere altissima, ed è comprensibile. Da una parte c'è la pressione mediatica sempre più insistente, con il clima divenuto rovente dopo quest'ultimo tweet. Dall'altra c'è l'incubo dell'abbaglio, temutissimo sempre, ma se possibile ancor di più dopo le recenti figuracce internazionali con i neutrini superluminali di Opera e dell'impronta di onde gravitazionali – in quel caso, addirittura primordiali – nei dati di Bicep2. Ma rispetto alla già complicata situazione di tutti gli altri esperimenti al limite delle possibilità tecnologiche, i ricercatori della collaborazione LIGO/Virgo (alla quale, oltre a quelli di LIGO, partecipano i colleghi di un altro importante esperimento per la ricerca di onde gravitazionali, l'interferometro Virgo, di cui uno dei partner è l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) hanno un precedente in più con il quale fare i conti: Big Dog. Più precisamente, l'eventualità che – se davvero le voci di corridoio fossero confermate e dunque l'interferometro avesse captato un segnale – a generarlo non sia stato uno scontro fra buchi neri o qualche altro evento di portata cosmica, bensì una cosiddetta blind injection.

"Le blind injections sono dei segnali che riproducono i segnali gravitazionali che noi ci attendiamo, e che

Onde gravitazionali, fra rumors e “big dogs”

In attesa che le indiscrezioni sulla possibilità che l’interferometro LIGO possa aver captato un segnale di onda gravitazionale ricevano una conferma o una smentita ufficiale, abbiamo chiesto a Marica Branchesi e a Enzo Brocato d’illustrarci il funzionamento di una potenziale “terza possibilità”

di Marco Malaspina - Media INAF

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