Coelum Astronomia 197 - 2016 - Page 58

infatti un orario diverso la figura risulterebbe inclinata verso sinistra (al mattino) o verso destra (nel pomeriggio). Vedi pagina a lato.

Non potendo realizzarlo da casa, mi sono messo alla ricerca di un luogo vicino che avesse l’orizzonte più sgombro possibile. Trovata la giusta posizione, ho fissato un vecchio cavalletto fotografico al terreno per la mia Nikon Coolpix P90 Bridge. La neve caduta giorni prima ha reso la cosa un po’ complicata, ma non vi sono stati ulteriori problemi. Dopo aver selezionato la giusta inquadratura, ho fissato anche la testa del cavalletto in modo che non potesse più muoversi.

La seconda questione riguardava invece l’inquadratura. In che modo sceglierla per non correre rischi? Il rischio più grosso è costituito ovviamente dal fatto che ad un certo punto dell’anno il Sole possa spostarsi fuori dal campo inquadrato dalla fotocamera, rendendo vani tutti gli sforzi fin lì compiuti.

La soluzione migliore è utilizzare un software planetario. Io ho utilizzato il software Stellarium, gratuito e scaricabile dal sito www.stellarium.org tramite il quale ho potuto simulare la posizione del Sole in ogni istante dell’anno e quindi andare ad individuare la posizione degli “estremi” dell’analemma. Questi due punti sono identificabili con il Solstizio d’Inverno e quello d’Estate. Una volta confrontata la loro posizione con il campo inquadrato dall’obiettivo, ho potuto posizionare a dovere la strumentazione senza timore che l’analemma uscisse dallo scatto di sfondo.

Un riferimento di base: l’analemma occupa uno spazio sotteso da un angolo di circa 50° nel cielo, con uno scarto di +-5° in riferimento all’ora del giorno in cui si deciderà di scattare.

Per fortuna il 2015 è stato abbastanza avaro di precipitazioni continuative e di cieli coperti nella mia località di osservazione e questo ha garantito un risultato decisamente positivo.

All’inizio dell’anno ho creato un calendario per programmare le riprese con l’intenzione di scattare almeno due fotografie al mese, a partire dalla prima realizzata il 4 gennaio. Per compensare il rischio del “fattore meteo” mi sono tenuto un ampio margine rispetto alle date segnate, scattando a volte (dopo aver controllato le previsioni meteorologiche) anche due o tre giorni prima o dopo la data prestabilita, in modo da non rischiare di avere in alcun caso intervalli troppo lunghi tra uno scatto e l’altro.

Complessivamente si tratta di un progetto decisamente impegnativo e, al di là di un pizzico di fortuna con il meteo, occorrono costanza e determinazione per un intero anno, vissuto con l’immancabile tensione e la preoccupazione di non avere la possibilità di scattare le fotografie quando stabilito e quindi con il rischio di dover lasciare il progetto incompleto.

Il risultato finale tuttavia è di enorme soddisfazione e il veder costruire scatto dopo scatto questa figura nel cielo è stato a dir poco emozionante!

Dettagli della ripresa

Luogo di scatto: Sulmona

Data prima acquisizione: 4 gennaio 2015 alle 12:00

Filtri utilizzati: Astrosolar

Focale di acquisizione: 14 mm

Dispositivo di acquisizione: Reflex Digitale Nikon Coolpix P90 Bridge

Autore: Giuseppe Petricca

Vedi l'immagine su Photo-Coelum

Lo sapevi che...

il primo tentativo di riprendere l'analemma fu effettuato dall'americano Daniel di Cicco nel 1979. Gli riuscì tramite un'esposizione multipla su singola pellicola. Vedi: "The First Ever Analemma" by Dennis di Cicco (TWAN)

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