Coelum Astronomia 197 - 2016 - Page 50

La risultante finale del movimento, rispetto allo sfondo di stelle lontane, viene ulteriormente complicato dal moto proprio della stella (con cui lo spostamento dovuto alla parallasse non deve essere confuso); si compone così un movimento apparente determinato dal moto proprio della stella e modulato da quello circolare (e di solito molto più piccolo) della parallasse.

La 61 Cygni è una stella doppia le cui componenti A e B sono rispettivamente di magnitudine +5,21 e +6,05, e di classe spettrale K5, K7; sono quindi due stelle nane di sequenza principale di colore rosso-arancio. La stella è caratterizzata inoltre da un alto moto proprio che gli valse il nome di “stella volante” da parte di Piazzi.

L'angolo di parallasse da misurare in questo caso è molto piccolo (circa 0,3”), simile a quello sotteso da una moneta da un euro (23,25 mm di diametro) osservata da una distanza di 16 chilometri, e ben al di sotto del seeing medio di un tipico sito osservativo cittadino (3-4 arcsec).

La precisione richiesta è quindi elevata, ma comunque confrontabile con quella delle misure

La parallasse annua

Com’è ampiamente noto, se volessimo misurare la distanza di un punto della superficie terrestre inaccessibile (nell’esempio classico, un albero posto al di là di un fiume invalicabile), basterà traguardarlo dagli estremi di una base di conveniente lunghezza. Se alla base tracciata sostituiamo il diametro dell’orbita terrestre, e all’albero una stella, allora l’angolo misurato π sarà la parallasse di quella stella. E proprio la parallasse di un secondo d’arco (abbreviato in Parsec), corrispondente alla distanza di 3,26 anni luce è diventata l’unità di misura per misurare distanze di oggetti all’interno della nostra galassia, secondo la formula:

D(parsec) = 1 / π

In pratica, un ipotetico astronomo abitante di un pianeta appartenentead un'ancora più ipotetica stella distante dal Sole esattamente 3,26 anni luce, vedrebbe il semiasse dell'orbita terrestre (l'Unità Astronomica), sotto l'angolo apparente di un secondo d'arco.

Come detto anche nel testo, la figura descritta da una stella nel corso di un anno è generalmente un’ellisse con l’asse maggiore parallelo al piano dell’eclittica ampio due volte la parallasse, e l’asse minore pari al valore della parallasse moltiplicato per il seno della latitudine celeste (infatti, se la stella giacesse esattamente sull’eclittica l’ellisse si ridurrebbe ad un segmento).

Potrebbe generare una qualche confusione il raffronto con l’ellisse descritta per effetto

dell’aberrazione annua della luce, ma mentre

questa è di eguale dimensione per tutte le stelle (circa 20",5), la dimensione dell’ellisse descritta per effetto della parallasse è proporzionale alla distanza della stella.

Osservata durante il corso di un anno la stella passa per il semiasse maggiore dell’ellisse (il momento in cui si diventa massimo il suo scostamento dalla posizione media) quando la sua longitudine eliocentrica dista circa 90° dal Sole, cosicché per ogni stella vi sono due date particolari adatte alla misurazione. Nel caso di 61 Cygni i due periodi migliori per la rilevazione della parallasse cadono in maggio e in novembre.

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