Coelum Astronomia 197 - 2016 - Page 43

che le strane striature scure, periodicamente osservate sulla superficie di Marte, sono le tracce di colate che indicano che deve essere scorsa dell’acqua liquida, nella quale erano presenti i sali.

Gli instancabili rover Curiosity e Opportunity hanno proseguito la loro missione di esplorazione della superficie marziana, che ha visto il primo impegnato lungo le pendici del Monte Sharp e il secondo a festeggiare i 10 anni trascorsi sul Pianeta Rosso superando i 42km di distanza totale percorsa.

Sempre da Mars Reconnaissance Orbiter arriva anche la soluzione ad un piccolo mistero vecchio ormai di 10 anni: il ritrovamento della piccola sonda britannica Beagle 2, con cui si erano persi i contatti dal 2003, subito dopo il suo atterraggio su Marte. Purtroppo il mancato dispiegamento dei pannelli solari del Beagle 2 ne avevano impedito il corretto funzionamento che, all’epoca, non aveva quindi più dato alcun segno di vita facendo perdere ogni sua traccia.

Infine, la sonda NASA MAVEN, impegnata nell’analisi dell’atmosfera marziana, ha chiarito il meccanismo con cui l’atmosfera marziana scompare, venendo strappata al pianeta dal vento solare per essere dispersa nello spazio.

Marte continua anche nel 2016 ad essere il soggetto principale dell’esplorazione robotizzata: la flotta di sonde già nella sua orbita, oltre a quelle sopra già evidenziate, è composta anche da Mars Odyssey, l’europea Mars Express e l’indiana Mars Orbiter Mission, che continueranno i rilevamenti e l’analisi dei dati provenienti dal Pianeta Rosso. Allo stesso modo i rover NASA Curiosity e Opportunity proseguiranno i loro programmi sulla superficie marziana.

Interessante e di rilievo è la novità di quest’anno costituita dalla missione ESA chiamata ExoMars i cui principali obiettivi scientifici sono la ricerca di tracce di vita passata e presente su Marte, lo studio delle caratteristiche ambientali, geochimiche e geofisiche del pianeta e infine l’identificazione di possibili rischi per le future missioni con un equipaggio umano. Il lancio, programmato per il 14 marzo 2016, avverrà dal cosmodromo di Baikonur da cui decollerà il vettore Proton che trasporterà ExoMars verso la sua destinazione. La missione ExoMars si articola in due fasi distinte, la prima delle quali vedrà il lancio di una sonda costituita dall’orbiter TGO, Trace Gas Orbiter, e un piccolo lander chiamato Schiaparelli. Le due componenti, già pronte per il lancio a Baikonur, raggiungeranno Marte in ottobre, dopo una crociera interplanetaria della durata di sette mesi. Il lander Schiaparelli tenterà la manovra di discesa sulla superficie marziana a Meridiani Planum in ottobre mentre il Trace Gas Orbiter compierà la manovra di inserimento in un’orbita preliminare. Da qui, dopo aver compiuto una serie di operazioni di rallentamento sfruttando la forza frenante dell’atmosfera di Marte, inizierà la sua campagna scientifica nel dicembre 2017.

Una rappresentazione artistica della sonda ExoMars al momento del distacco del modulo EDM Schiaparelli verso Marte.

Credits: ESA

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