Coelum Astronomia 197 - 2016 - Page 42

raccogliere i dati durante tutto l’anno previsto nominalmente per la sua missione, con la possibilità di estenderla ad un secondo anno. La missione BepiColombo prevede due satelliti lanciati insieme: il Mercury Planetary Orbiter (MPO) e il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO). La missione - che ha beneficiato di un importante contributo italiano in ogni sua fase - costituisce la base per lo studio di Mercurio da parte dell’ESA e prevede di indagare sul campo magnetico del pianeta di rivelare dettagli e informazioni sulla superficie e la composizione interna.

ISS - Missione Futura

Guardando più vicino a noi, rivolgendoci all’orbita terrestre, la ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, ha proseguito la sua missione festeggiando i 15 anni di attività nello spazio. Inoltre l’amministrazione statunitense ha annunciato ufficialmente l’estensione della missione fino al 2025.

Anche l’Italia ha avuto un ruolo di primo piano sulla ISS grazie alla missione Futura cui ha partecipato l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti (nella foto a lato). Purtroppo il 2015 inizia con alcuni problemi a bordo della stazione, con un pericoloso allarme relativo alla fuga di ammoniaca che ha preoccupato Samantha e i colleghi dell’Expedition 42. Fortunatamente l’allarme è rientrato senza conseguenze, riportando presto la vita della ISS alla normalità.

La Cristoforetti ha condotto sulla stazione

numerosi esperimenti scientifici ed ha supportato gli astronauti americani Terry Virts e Barry Wilmore durante ben tre attività extraveicolari. La missione di Samantha termina l'11 giugno, con l'atterraggio in Kazakistan della Soyuz TMA-15M, quasi un mese dopo la data prevista, a causa di un problema di rifornimento alla stazione.

L’anno 2016 inizia con l’Expedition 46 già a bordo, composta dagli astronauti Scott Kelly e Timothy Kopra (NASA), Timothy Peake (ESA), Mikhail Kornienko, Sergey Volkov e Yuri Malenchenko (Roscosmos). Il 2016 vedrà il susseguirsi dei ricambi d’equipaggio di bordo con 4 spedizioni in totale, dall’Expedition 47 alla 50.

ExoMars e Marte

Siamo ormai abituati alle numerose attenzioni dedicate al Pianeta Rosso e il 2015 non ha fatto eccezione né per il numero di missioni attive, né per le scoperte interessanti compiute.

Una delle notizie che più hanno suscitato il clamore e l’attenzione dei media mondiali è arrivata dalla sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter, MRO, che ha fornito indicazioni sulla presenza di acqua allo stato liquido sulla superficie di Marte (anche se solo per brevissimi periodi di tempo).

L’analisi delle immagini e dei dati ha infatti rivelato che le strane striature scure, periodicamente osservate sulla superficie di Marte, sono le tracce di colate che indicano che deve essere scorsa dell’acqua liquida, nella quale erano presenti i sali.

Gli instancabili rover Curiosity e Opportunity hanno proseguito la loro missione di esplorazione della superficie marziana, che ha visto il primo impegnato lungo le pendici del Monte Sharp e il secondo a festeggiare i 10 anni trascorsi sul Pianeta Rosso superando i 42km di distanza totale percorsa.

Sempre da Mars Reconnaissance Orbiter arriva anche la soluzione ad un piccolo mistero vecchio ormai di 10 anni: il ritrovamento della piccola sonda britannica Beagle 2, con cui si erano persi i contatti dal 2003, subito dopo il suo atterraggio su Marte. Purtroppo il mancato dispiegamento dei pannelli solari del Beagle 2 ne avevano impedito il corretto funzionamento che, all’epoca, non aveva quindi più dato alcun segno di vita facendo perdere ogni sua traccia.

Infine, la sonda NASA MAVEN, impegnata nell’analisi dell’atmosfera marziana, ha chiarito il meccanismo con cui l’atmosfera marziana scompare, venendo strappata al pianeta dal vento solare per essere dispersa nello spazio.

Marte continua anche nel 2016 ad essere il soggetto principale dell’esplorazione robotizzata: la flotta di sonde già nella sua orbita, oltre a quelle sopra già evidenziate, è composta anche da Mars Odyssey, l’europea Mars Express e l’indiana Mars Orbiter Mission, che continueranno i rilevamenti e l’analisi del Pianeta Rosso. Allo stesso modo i rover NASA Curiosity e Opportunity proseguiranno i loro programmi sulla superficie marziana.

Interessante e rilevante è la novità di quest’anno costituita dalla missione ESA chiamata ExoMars i cui principali obiettivi scientifici sono la ricerca di tracce di vita passata e presente su Marte, lo studio delle caratteristiche ambientali, geochimiche e geofisiche del pianeta ed infine l’identificazione di possibili rischi per le future missioni con un equipaggio umano. Il lancio, programmato per il 14 marzo 2016, avverrà dal cosmodromo di Baikonur da cui decollerà il vettore Proton che trasporterà ExoMars verso la sua destinazione. La missione ExoMars si articola in due fasi distinte, la prima delle quali vedrà il lancio di una sonda costituita dall’orbiter TGO, Trace Gas Orbiter, ed un piccolo lander chiamato Schiaparelli. Le due componenti, già pronte per il lancio a Baikonur, raggiungeranno Marte in ottobre, dopo una crociera interplanetaria della durata di sette mesi. Il lander Schiaparelli tenterà la manovra di discesa sulla superficie marziana a Meridiani Planum in ottobre mentre il Trace Gas Orbiter compierà la manovra di inserimento in un’orbita preliminare. Da qui, dopo aver compiuto una serie di operazioni di rallentamento sfruttando la forza frenante dell’atmosfera di Marte, inizierà la sua campagna scientifica nel dicembre 2017.

Il lander Schiaparelli dovrà fungere da apripista tecnologico per la seconda parte della missione ExoMars: esso si limiterà ad operare sulla superficie solo per pochi giorni, con il fine di testare e valutare le tecnologie costruttive impiegate, saggiarne la bontà o appurare problemi di carattere tecnologico e ingegneristico. Per questo motivo gli addetti ai lavori si riferiscono al lander Schiaparelli con il nome di Entry, Descent and Landing Demonstrator Module (modulo dimostrativo di ingresso, discesa e atterraggio). Un secondo rover sarà successivamente inviato su Marte il cui lancio, previsto per il 2018, costituirà appunto la seconda parte della missione ExoMars.

I due progetti sono il frutto della collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Europea, ESA, e la russa Roscosmos. Anche l’Italia ha avuto un ruolo importante nella missione, con la forte partecipazione di INAF-IAPS (Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali) per ciò che riguarda gli strumenti scientifici MIMA (Martian Infrared Mapper), usato dalla sonda per mappare e analizzare le condizioni meteorologiche dell’atmosfera e al suolo di Marte, e MA_MISS (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies), lo spettrometro che avrà il compito di analizzare e indagare sull’evoluzione geologica e biologica del sottosuolo marziano.

Non ce l’ha fatta invece la seconda missione con destinazione Marte inizialmente programmata per il 2016, la Insight della NASA, che all’ultimo momento è stata posticipata al 2018. Uno degli strumenti principali di bordo della sonda, il sismometro, ha dimostrato problemi di funzionamento causando il rinvio del lancio.

Con l’arrivo di TGO e Schiaparelli il numero delle missioni attive sul Pianeta Rosso salirà a nove, un vero record.

Sopra. Le sottili linee scure, simili alle tracce lasciate da colate di sali idrati, osservate sulle pendici del cratere Garni su Marte.

Credits: NASA/JPL/University of Arizona

L'astronauta italiana Samantha Cristoforetti.

Credits: NASA

42