Coelum Astronomia 197 - 2016 - Page 41

Sono ancora tante le sorprese che ci riserva New Horizons, in attesa di ricevere gli ulteriori, preziosi dati ancora immagazzinati nel suo computer di bordo.

Nell'immagine qui a destra. Una ripresa ad alta risoluzione della superficie di Plutone, ripresa dalla sonda New Horizons durante il suo fly-by. Si noti la ricchezza di dettagli che si possono scorgere sulla superficie ghiacciata del pianeta nano.

Mercurio e Venere

Non si può negare che durante il 2015 anche il sistema solare interno abbia avuto le sue attenzioni. Grazie alla sonda Akatsuki, dell’agenzia spaziale giapponese JAXA, che dopo un lungo e travagliato viaggio ha finalmente raggiunto il suo obiettivo, il pianeta Venere sarà oggetto di una serie di importanti esperimenti scientifici. Nel dicembre 2015 la sonda giapponese, con ben cinque anni di ritardo dovuti a numerose vicissitudini e traversie, è riuscita con successo ad immettersi nell’orbita venusiana compiendo una disperata manovra di inserimento orbitale. Nonostante le avversità e le difficoltà tecniche, tutto è andato bene e ora la sonda si prepara a condurre tutte le analisi e i rilevamenti previsti su Venere. Il 26 marzo la sonda abbasserà la sua orbita e darà inizio alle operazioni legate ai rilevamenti scientifici con la strumentazione di bordo. Essa inizierà a raccogliere dati concentrandosi soprattutto sullo studio della complessa atmosfera venusiana e della sua dinamica.

Poche invece le novità che riguardano il pianeta più interno del Sistema Solare, Mercurio. La sonda Messenger, che ha esaurito la sua missione terminando le analisi e concludendo gloriosamente la sua vita schiantandosi sulla superficie di Mercurio, non verrà sostituita da altre sonde durante il 2016. Infatti il lancio della missione ESA/JAXA BepiColombo inizialmente previsto per luglio 2016 è stato rimandato a gennaio 2017 a causa dell’accumularsi di ritardi minori. Nonostante questo slittamento non è stata modificata la data in cui sarà raggiunto Mercurio, prevista per gennaio 2024. La sonda, che raggiungerà la sua destinazione sfruttando la piccola spinta generata dal suo efficientissimo propulsore elettrico, dovrà sopportare temperature fino a 350°C e raccogliere i dati durante tutto l’anno previsto nominalmente per la sua missione, con la possibilità di estenderla ad un secondo anno. La missione BepiColombo prevede due satelliti lanciati insieme: il Mercury Planetary Orbiter (MPO) e il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO). La missione costituisce la base per lo studio di Mercurio da parte dell’ESA e prevede di indagare sul campo magnetico del pianeta, analizzando la megnetosfera e di rivelare dettagli e informazioni sulla superficie e la composizione interna.

Nell'Immagine. Una vista ad alta

risoluzione della superficie di Plutone.

Credits: NASA / JHUAPL / SwRI

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