Coelum Astronomia 197 - 2016 - Page 112

esempio nel caso del Piccolo Carro (Orsa Minore). Altri noti asterismi sono il Grande Carro (parte della costellazione dell'Orsa Maggiore), il Triangolo estivo (formato da Vega, Deneb e Altair, rispettivamente le stelle alfa delle costellazioni Lira, Cigno e Aquila), quello invernale (Sirio, Procione e Betelgeuse) o la “falsa croce”. Facile capire, quindi, come asterisma sia diventato una “costellazione”.

Ad ogni modo, la creazione di una nuova costellazione è molto improbabile, perché l'intera volta celeste è già partizionata in 88 unità e difficilmente l'Unione Astronomica Internazionale prenderebbe in considerazione una revisione della attuale suddivisione della volta celeste. Fu proprio l'IAU, infatti, ad affidare all'astronomo belga Eugène Delporte del Royal Observatory di Bruxelles il compito di porre ordine nella confusione che

da secoli permeava tra i cartografi celesti: nel 1930 vennero così delineate 88 costellazioni definitive e, delle stesse, ne vennero stabiliti i confini… Difficile, quindi, che dopo quell'immane lavoro una nuova figura venga aggiunta.

Tuttavia non tutto è perduto, dal momento che il “lightning bolt” rimane pur sempre un asterisma. Di sicuro non è semplice da identificare sulla volta celeste, sia per la sua enorme estensione (quasi 90° in declinazione!) sia per la diversa luminosità delle stelle che lo compongono. A parte Spica, σ Lib e ζ Cen, infatti, le restanti stelle che ne delineano la forma sono alquanto deboli e difficili da rintracciare nella miriade di stelle più luminose che ne popolano le aree limitrofe la sua estensione.

In definitiva, il progetto “Stardust”, come è stato chiamato, è un bellissimo omaggio e Bowie, immenso artista che è stato fortemente ispirato dallo spazio.

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