Coelum Astronomia 197 - 2016 - Page 106

Molti i protagonisti del mondo dell’Astronomia, della Fisica e delle Scienze in generale che sono stati ospiti, che hanno parlato col pubblico raccontando le loro esperienze di vita e la loro ricerca: possiamo ricordare Janet Mattei, direttrice dell’American Association of Variable Star Observers (AAVSO) dal 1973 al 2004; Margherita Hack, nonché numerosi docenti dell’Università di Padova e dell’Università di Trieste, esperti del CNR e del Telescopio Nazionale Galileo, ricercatori sia in campo astronomico e fisico, ma anche geologico, biologico e filosofico. Non ultimo, anche due astronauti italiani, Umberto Guidoni e Paolo Nespoli.

«Questa di quest’anno è la XIX edizione, ma e sempre come fosse la prima – racconta Testolina – Lavoriamo sempre con entusiasmo, dedichiamo molto tempo alle idee, alla progettazione delle esperienze… Soddisfazione? Tanta, tantissima, specialmente da coloro che si avvicinano per la prima volta alla mostra».

Il pubblico è mediamente giovane, formato da studenti e famiglie con piccoli al seguito, ma anche da nonni che arrivano con i nipotini, curiosi di osservare Saturno e gli anelli, e che poi scoprono Giove col suo corteo di satelliti. Entusiasti, tornano a casa, e come dei novelli Galileo decidono di mettere la sveglia il mattino dopo per non mancare all’appuntamento con Venere, che si mostra prima del sorgere del Sole.

Vi sono ragazzi appassionati, interessati e intelligenti, che fanno domande mirate, argute, che sanno cogliere ben oltre quello

Sabrina Masiero

che gli viene mostrato. «Le scolaresche, dalla classe V della scuola primaria alla classe V della secondaria di secondo grado, mettono alla prova noi astrofili, letteralmente in tutti i sensi – racconta Testolina. – I piccolini sono coinvolgenti, ci guidano loro con domande intriganti nelle complesse vie del cosmo; quelli più grandi sono piuttosto disinteressati. La nostra sfida è stimolare la curiosità di chi è meno interessato, di chi entra per “farsi un’idea”, per capire che cosa c’è. Quando la sera è ormai scesa e le porte della mostra stanno per chiudersi, molti di loro li vedi con gli occhi all’insù. Puntino dopo puntino, quel cielo, che è di tutti, diventa anche loro scoprendo con i loro occhi ciò di cui avevano sentito parlare poco prima, in mostra. È allora che lo sforzo di anni di lavoro, di preparazione, di scelta e cura dei dettagli, acquista un senso: diventa soddisfazione, non è più lavoro e passione di uno o di un gruppo di astrofili, diventa qualcosa che va oltre, oltre i confini della mostra e diventa parte di chi ci vive vicino a noi, del nostro vicino, dello studente che diventerà ingegnere o astronomo anche grazie ai nostri sogni».

19°Mostra di Astronomia 2016

S.Maria di Sala Villa Farsetti

Inaugurazione sabato 5 marzo 2016, ore 16:00.

Visite:

Domenica 6, sabato 12 e domenica 13 marzo 2016: dalle ore 09:00 alle ore 20:00 con orario continuato.

Da lunedì 7 a venerdì 11 marzo: dalle ore 09:00 alle ore 13:00 particolarmente indicato per le scolaresche di ogni ordine e grado.

Per informazioni e prenotazioni: mob. 340 3450274 o www.astrosalese.it/informazioni

Costo:

Intero: 9,00 euro

Ridotto: 6,00 euro

www.astrosalese.it/

Via Roma, 1

30036 Santa Maria di Sala

Venezia

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Il pubblico è mediamente giovane, formato da studenti e famiglie con piccoli al seguito, ma anche da nonni che arrivano con i nipotini, curiosi di osservare Saturno e gli anelli, e che poi scoprono Giove col suo corteo di satelliti. Entusiasti, tornano a casa, e come dei novelli Galileo decidono di mettere la sveglia il mattino dopo per non mancare all’appuntamento con Venere, che si mostra prima del sorgere del Sole.

Vi sono ragazzi appassionati, interessati e intelligenti, che fanno domande mirate, argute, che sanno cogliere ben oltre quello che gli viene mostrato. «Le scolaresche, dalla classe V della scuola primaria alla classe V della secondaria di secondo grado, mettono alla prova noi astrofili, letteralmente in tutti i sensi – racconta Testolina. – I piccolini sono coinvolgenti, ci guidano loro con domande intriganti nelle complesse vie del cosmo; quelli più grandi sono piuttosto disinteressati. La nostra sfida è stimolare la curiosità di chi è meno interessato, di chi entra per “farsi un’idea”, per capire che cosa c’è. Quando la sera è ormai scesa e le porte della mostra stanno per chiudersi, molti di loro li vedi con gli occhi all’insù. Puntino dopo puntino, quel cielo, che è di tutti, diventa anche loro scoprendo con i loro occhi ciò di cui avevano sentito parlare poco prima, in mostra. È allora che lo sforzo di anni di lavoro, di preparazione, di scelta e cura dei dettagli, acquista un senso: diventa soddisfazione, non è più lavoro e passione di uno o di un gruppo di astrofili, diventa qualcosa che va oltre, oltre i confini della mostra e diventa parte di chi ci vive vicino a noi, del nostro vicino, dello studente che diventerà ingegnere o astronomo anche grazie ai nostri sogni».

Sabrina Masiero