City Life Magazine 29 - Page 34

34 Il depuratore di Sesto San Giovanni, invece – il cui impianto si colloca quasi a metà strada tra i comuni di Cologno Monzese e Milano, che serve attualmente 150 mila abitanti, occupando 45 dipendenti e che tratta i reflui fognari provenienti dalla città alle porte di Milano – verrebbe impiegato a supporto delle tecnologie e dei processi di recupero dei fanghi degli scarichi industriali e soprattutto civili. Nella sua nuova funzione, strumentale al servizio idrico, l’impianto recupererebbe prodotti ed energia là dove precedentemente i rifiuti venivano bruciati. L’area, completamente rinnovata, ospiterà ricercatori e start up impegnati nello sviluppo di nuove soluzioni ecocompatibili per trasformare lo scarto in prodotti di forte valore aggiunto ambientale: una vera e propria bioraffineria che produrrà biometano, calore, compost, bioplastiche e fertilizzanti naturali. L’acqua reflua depurata dall’impianto verrà poi reimmessa nel fiume Lambro e sarà utilizzata anche per l’irrigazione delle vicine aree verdi, ad esempio nei parchi del quartiere Adriano, nel comune di Milano. Il piano, forte di un budget di 50 milioni, dovrebbe essere formulato nel giro di qualche mese e i lavori potrebbero partire nel secondo semestre di quest’anno. L’accordo rappresenta una parte significativa del progetto di Gruppo Cap, che ha portato il gestore del servizio idrico ad investire oltre 50 milioni di euro nella trasformazione tecnologica degli impianti in chiave di economia circolare. Si inserisce in questo quadro anche il lancio, da parte del Gruppo, del primo distributore di biometano da acque di scarico provenienti dal depuratore di Niguarda-Bresso, a nord del capoluogo (vedi riquadro). L’attuazione dell’accordo avrà un’importanza fondamentale per l’impianto di Sesto: sarà infatti garantito un futuro certo che consentirebbe, pur mantenendo l’attuale connotazione industriale, di trasformarsi in un centro di ricerca