City Life Magazine 29 - Page 24

24 impedimenti: mancanza di finanziamenti. Questo tipo di barriere e l’impiantistica richiesta per renderle “attive” hanno un costo decisamente superiore a quello delle tradizionali barriere. Il rientro dall’investimento è a lungo termine e richiederebbe che l’impresa costruttrice si trasformasse in provider energetico, soluzione assai poco percorribile. Dal momento che le opere di urbanizzazione, una volta realizzate, vengono cedute al Comune che le ha richieste, sembrerebbe naturale che anche l’impianto solare di generazione del calore venisse ceduto al Comune, ma, visto che poi i proventi futuri andrebbero al Comune, ci si aspetterebbe un contributo del Comune stesso alla realizzazione delle opere. Sappiamo quali siano le disponibilità di spesa dei Comuni e quindi non meraviglia che, pur a fronte di un interesse a sostenere l’iniziativa, questo progetto non abbia ricevuto alcun sostegno economico dal Comune. I finanziamenti regionali, che distribuiscono i Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale (FESR) a sostegno delle piccole e medie imprese, si configurano come crediti agevolati, con piani di restituzione del credito in tempi medio-brevi, che sono però incompatibili con un qualunque piano economico per questo tipo di progetti, per i quali il rendimento si misura più in termini di contributo al miglioramento della qualità ambientale che in termini di ritorno economico. La triste conclusione è che ci sarà un’ennesima, antiestetica barriera antirumore e le case di nuova costruzione continueranno a essere riscaldate dalle tradizionali caldaie individuali a gas, con buona pace del tanto sbandierato e sollecitato sfruttamento delle fonti rinnovabili. Come ho scritto nel titolo, negli altri paesi questi impianti sono una realtà, mentre da noi restano una chimera per l’assenza di finanziamenti destinati a sostenere questo tipo di iniziative. Sembra che la distanza tra la bassa padana e il Baden-Wüttenberg sia abissalmente maggiore dei 600 km indicati da Google map!