3° Anno TEORIA 4. Pseudocodifica e flowchart di un algoritmo

3. Pseudocodifica e Flow Chart di un algoritmo versione 1.3 – Ottobre 2012 3. PSEUDOCODIFICA DI UN ALGORITMO In informatica per descrivere un algoritmo viene utilizzato: a) un linguaggio, basato sull’utilizzo di simboli grafici, per descrivere i singoli passi dell’algoritmo, detto linguaggio dei diagrammi a blocchi o flow chart (oppure diagramma di flusso); b) un linguaggio, molto vicino al linguaggio naturale, detto linguaggio di progetto o pseudolinguaggio talvolta abbastanza vicino ad alcuni linguaggi di programmazione. La descrizione dell’algoritmo effettuata con lo pseudolinguaggio prende il nome di pseudocodifica. Tale attività è una fase intermedia che si frappone tra la fase di analisi del problema e quella di codifica in un vero e proprio linguaggio di programmazione. Lo scopo principale della pseudocodifica è di portare l’utente ad esprimere le proprie istruzioni in una forma naturale, utilizzando frasi ed espressioni elementari della lingua italiana. Ciò permette di concentrarsi sulla soluzione logica del problema invece che sulla forma e sui vincoli da rispettare nella sua enunciazione. Valgono le seguenti regole generali: 1) le parole chiave o riservate saranno scritte in maiuscolo; 2) gli identificatori (ossia i nomi) delle variabili saranno scritti sempre in minuscolo e quelli delle costanti sempre in maiuscolo; 3) le parole racchiuse tra parentesi angolari < > rappresentano le categorie sintattiche ossia elementi generali del linguaggio che nei vari algoritmi saranno sostituiti con opportune occorrenze; 4) i blocchi racchiusi tra parentesi quadre [ ] indicano l’opzionalità ossia tali blocchi possono anche non essere presenti; 5) i blocchi separati dal simbolo | possono essere usati in alternativa (esclusiva). Lo pseudocodice di per sé non può essere caricato direttamente in un calcolatore per essere eseguito ma dovrà essere tradotto in un codice scritto in un linguaggio (linguaggio di programmazione) che possa essere capito dal computer (esempio C, PASCAL, etc.). I vantaggi connessi con l’attività di pseudocodifica sono grandissimi tra i quali segnaliamo: - la possibilità di comunicare la logica dell’algoritmo a persone che non sono dei tecnici; - la possibilità di esprimere la logica senza le limitazioni ed i vincoli tipici dei linguaggi di programmazione; - la possibilità di usare lo stesso pseudocodice per passare poi a diversi linguaggi di programmazione. Spesso le istruzioni dello pseudocodice vengono indicate con il termine di pseudoistruzioni. Autore: Rio Chierego (email: riochierego@libero.it - sito web: www.riochierego.it) Pag. 1